
Eh no.
Per quanto profondo possa essere il respiro e per quanta aria possano accogliere i tuoi polmoni, non sentirai ancora la stessa leggerezza. Non adesso.
Quella freschezza e limpidezza che sentivi un tempo, sul viso , sulle spalle, sul collo, quella luce chiara negli occhi e sugli occhi. Non adesso. Puoi provare a spalancarli, a sbarrarli, a tenerli aperti a forza, ma niente. Luce ne entra, ma non vi rimane. La pelle pizzica,e la sensazione non è la stessa.
Puoi camminare su e giù quanto vorrai, non è lo stesso.
Non fa lo stesso.
Come se fossi su un precipizio, pronta a saltare, a volare, ma con ali di pietra. Pesanti. Troppo pesanti.
Haivoglia a prendere la rincorsa. Le ali stanno lì, e pesano, e a staccarle a morsi, coi denti, con rabbia, cadresti comunque.
E allora cammini e ricammini. Passeggi e ripasseggi. Ed ogni respiro e ogni passo fa solo sentire più male. In petto. Nelle gambe. Male. Fa male dentro,
mentre l’aria leggera tutt’intorno pare prendersi gioco di te.


Abbiamo perso. Ma, coraggio! amico mio, dicono che elaboreremo.
“Allora a che ora arrivi?”